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Tra le
diverse forme di rappresentazione dell’idea progettuale il modello
tridimensionale solido, si distingue per chiarezza e facilità di
lettura.
Il modello da sempre impiegato come strumento di simulazione del
progetto, utile per una valutazione tecnico/estetica degli interventi,
si propone oggi anche come un’efficace mezzo di comunicazione al
servizio delle Pubbliche Amministrazioni. Le sue doti di immediatezza
e semplicità di comprensione, gli permettono infatti di rivolgersi
ad una audience quanto più ampia ed eterogenea, assegnandogli il
ruolo di strumento atto a promuovere le strategie di sviluppo urbano
e a favorire la partecipazione dei cittadini ai relativi processi
decisionali.
In questa ottica, il 24 luglio del 2004 il
Comune di Firenze e la Banca Cassa di Risparmio di Firenze decidono
di impegnarsi a collaborare per la realizzazione di un modello tridimensionale
solido della Città di Firenze.
Il 20 gennaio del 2005 lo studio associato Aleph viene incaricato
della realizzazione dell’opera e in stretta sinergia con i committenti
avvia la fase progettuale (progetto di massima e progetto esecutivo)
utilizzando come fonte informativa la Carta Tecnica Regionale.
Nell’ottobre dello stesso anno, a progetto esecutivo approvato,
viene dato inizio alla costruzione vera e propria del Modello, una
fase operativa che attraverso una serie di stati di avanzamento
programmati si sviluppa senza soluzione di continuità fino ad oggi
ed il cui termine è previsto nel corso del prossimo anno.
Il Modello della Città di Firenze, realizzato
alla scala 1:1000, interessa una porzione di territorio dal perimetro
irregolare e di superficie pari a circa 46km2, un’area che comprende
il tratto dell’Arno racchiuso tra Rovezzano e l’Acquedotto di Mantignano
e che include le pendici dei due sistemi collinari che delimitano
a nord e a sud la pianura fiorentina.
L’opera interamente costruita in legno di jelutong, un’essenza di
provenienza asiatica, scelta per le caratteristiche estetiche (venature
minute ed omogenee, assenza di nodi) e per la buona lavorabilità
(duttilità, compattezza), si compone di sedici pannelli lamellari
aventi ognuno superficie di 2,88m2 (1.20x2.40m.), presentandosi
con una lunghezza complessiva di 9,6 metri, una larghezza di 4,8
metri e una superficie totale pari a 46,00m2.
Il Modello riproduce fedelmente la morfologia
del territorio fiorentino, rappresentata attraverso curve di livello
altimetrico con salti di quota pari ad 1,00m. La modellazione dei
pannelli in jelutong è stata eseguita grazie all’impiego di un pantografo
a controllo numerico, un’operazione resa possibile da un lungo e
complesso lavoro preliminare rivolto alla corretta definizione delle
curve di livello del terreno ed in particolare di quelle sottostanti
le aree edificate, ricostruite graficamente sulla base dei dati
numerici altimetrici (quote al suolo) desunti dalla documentazione
cartografica.
L’Arno e i corsi d’acqua minori sono realizzati in radica di frassino
olivato, i rilevati naturali (colline e sponde fluviali) o infrastrutturali
(strade, ferrovie e argini), sempre in costruiti in legno di jelutong,
sono stati fabbricati a parte e successivamente collocati sui pannelli.
Tutti gli isolati urbani (centro storico escluso) sono stati realizzati
su singole tavolette di legno separate dal resto del territorio
e sono stati poi inseriti negli alloggiamenti appositamente ricavati
sui pannelli, un’accorgimento che, in previsione di future trasformazioni
urbane, ne rende possibile l’agevole rimozione e l’eventuale sostituzione
Le stesse attenzioni prestate alla riproduzione
del territorio sono state dedicate alla restituzione del tessuto
edilizio rappresentato con dovizia di dettaglio. Tutti i singoli
volumi sono stati analizzati, misurati e ridisegnati, scolpiti con
tradizionali macchine da falegnameria, assemblati e rifiniti a mano
uno per uno con cura e precisione.
Gli edifici storici monumentali sono stati realizzati in legno di
pero, un’essenza pregiata e dal colore rossiccio. L’esecuzione a
pantografo dei singoli manufatti, tecnologia che ha permesso nonostante
la scala, la riproduzione dettagliata dei principali prospetti,
è stata preceduta da una laboriosa fase preparatoria durante la
quale i più importanti edifici della città, già oggetto di un’estesa
ricerca iconografica, sono stati disegnati al cad e quindi scomposti
in elementi volumetrici puri.
Per completare l’immagine della struttura
urbana e renderla più vivida e realistica è stata infine prevista
la rappresentazione delle principali aree verdi presenti in città:
gli alberi dei viali, dei giardini e dei parchi sono stati realizzati,
pezzo per pezzo, assemblando ciuffi di lichene (la chioma) con rametti
di saggina (il fusto).
Nella Sala d’arme di Palazzo Vecchio dal
19 settembre al 23 novembre 2008 il Modello in legno della città
di Firenze, viene esposto in mostra nella forma del work in progress,
dodici pannelli per una superficie di 34,56m2, che verranno sviluppati
ed integrati ogni venti giorni con l’inserimento di nuovi brani
di città e di nuove porzioni di territorio, dando così modo al pubblico
di poter apprezzare l’avanzamento dei lavori in attesa della conclusione
dell’opera e della sua collocazione in una sede espositiva permanente.
IL MODELLO IN LEGNO
DELLA CITTÀ DI FIRENZE
Committenti
Comune di Firenze
Banca Cassa di Risparmio di Firenze
Realizzazione
ALEPH laboratorio di architettura
Progettisti
Shahrad Pouladin
Nicola Malisardi
Vincenzo Giallorenzi
Collaboratori
Fabio Focardi
Gianluca Fabbri
Massimo Casola
Andrea Ghiandelli
Mozhdeh Nasiri
Leonardo Muller
Francesca Ruffa
Ruben Casola
Giuseppe Giallorenzi
Benedetta Alessandra Galtarossa
Massimiliano Ravidà
Valeria Vittigli
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